La contrazione intermittente o continua dei muscoli degli organi digestivi provoca dolori e compromette pesantemente il benessere generale. Le coliche sono generalmente innocue e si possono spesso risolvere con rimedi casalinghi come p.e. il tè al finocchio, la camomilla, la menta piperita. Se questi rimedi si rivelano inefficaci, si può ricorrere a diversi medicamenti omeopatici acquistabili in farmacia o in drogheria, con l'adeguata consulenza.

Se un lattante strilla e nel contempo si contorce e/o ha la pancia gonfia e dura, la cosa sembra essere chiara: si tratta dei «tipici crampi del neonato» (coliche gassose). Secondo la ricerca più moderna però la questione non è così ovvia. A tutt'oggi non è stata trovata nessuna causa organica. Il pancino gonfio e teso è considerato oggi piuttosto la conseguenza che non la causa dello strillare, dato che il bambino, quando strilla, inghiotte molta aria.

Quando un bambino piccolo strilla, semina il panico. Le madri si sentono impotenti perché non riescono a calmare il bebè. Dalla disperazione non di rado derivano rabbia, aggressioni e un atteggiamento di rifiuto nei confronti del bambino, che sgomentano le madri stesse. I padri reagiscono in maniera analoga: non si sentono chiamati in causa e spesso preferiscono abbandonare il campo.

Il problema non si può tuttavia ricondurre completamente al bambino o ai genitori. Il pianto inconsolabile è uno dei disturbi più frequenti nei primi mesi di vita. Vari fattori, su entrambi i fronti, contribuiscono a compromettere il benessere del bambino. L'importante è impedire che si crei un circolo vizioso. Un pomeriggio di libertà per permettere alla mamma di ritemprarsi, può fare miracoli.

 

Consigli utili

Se nei primi mesi di vita il bambino strilla eccessivamente, i seguenti accorgimenti possono risultare utili:

  • Evitate di sovreccitare il bebè esponendolo a stimoli continuamente diversi.
  • Evitate il sovraffaticamento. Dopo circa 1 ora - 1½ ora di veglia mettete regolarmente il bambino in situazione di tranquillità affinché possa dormire.
  • Instaurate un regolare ritmo di sonno-veglia; risveglio-poppata-veglia-sonno.
  • Bypassate le ore critiche del pianto, che subentrano generalmente il pomeriggio e la sera, portando a spasso il bebè in carrozzina o nel marsupio. 
  • Fate in modo di concedervi delle pause di relax. Se il genitore è rilassato, avrà migliori chance di riuscire a calmare anche il bebè.
  • Massaggiate la pancia del bambino con olio d'iperico o di cumino caldo, dopo aver riscaldato la mano, con movimenti in senso orario. Anche la terapia riflessologica del piede riesce spesso a dare sollievo.